
Alla Milano Digital Week un confronto sulle applicazioni dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari e nella farmacia dei servizi
Milano, 2 ottobre 2026 – Come cambia il modo di curarsi e di prendersi cura nell’era dell’intelligenza artificiale? Quali opportunità offre l’AI per rendere più efficienti i processi sanitari, supportare le decisioni cliniche e organizzative e rafforzare il ruolo della farmacia come presidio di prossimità?
Sono stati questi alcuni degli interrogativi al centro di “AI & Salute. Due prospettive, un ecosistema: sanità e farmacia”, l’appuntamento di MiCuroDigitale 2026, promosso da Cosmofarma Exhibition, Exposanità e HealthAbility Experience e ospitato il 2 ottobre presso la Torre PwC Milano, nell’ambito della Milano Digital Week.
Professionisti della salute, aziende, innovatori e rappresentanti del mondo della farmacia si sono confrontati sulle trasformazioni generate dall’intelligenza artificiale, mettendo a confronto due prospettive complementari – sanità e farmacia – all’interno di un unico ecosistema della salute. Dopo aver approfondito nella precedente edizione l’evoluzione della sanità digitale, la salute di genere e le applicazioni dell’AI al servizio del cittadino, MiCuroDigitale 2026 ha portato al centro esperienze, soluzioni e competenze, con un focus sulle applicazioni concrete dell’intelligenza artificiale e sulle modalità con cui integrarla nei diversi ambiti della salute.
L’AI sta infatti entrando progressivamente nei processi di cura e assistenza: dalla gestione e valorizzazione dei dati clinici al supporto alle decisioni, dalla personalizzazione dei percorsi alla gestione delle attività quotidiane dei professionisti. Una trasformazione che non riguarda soltanto la tecnologia, ma anche competenze, organizzazione e modalità di relazione con il paziente.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti di Francesca Ferilli, amministratore delegato BOS, società organizzatrice di manifestazioni fieristiche ed eventi in ambito healthcare, e l’intervento dedicato alla “AI Strategy” di Andrea Fortuna, Partner PwC Italia e Health, Pharma & Life Sciences Leader: «La quarta edizione di MiCuroDigitale ha confermato quanto la trasformazione digitale della sanità sia ormai una realtà concreta. Oggi 2 cittadini su 3 hanno utilizzato il Fascicolo Sanitario Elettronico almeno una volta nell’ultimo anno, il 63% dei medici specialisti utilizza la cartella clinica elettronica e il 29% ha già effettuato televisite. Anche l’intelligenza artificiale sta entrando sempre più nella quotidianità: il 36% dei cittadini la utilizza per cercare informazioni su salute e terapie e oltre il 60% dei medici ha già sperimentato l’AI generativa. A conferma di questa evoluzione, la spesa in AI e analytics in sanità ha raggiunto circa 228 milioni di euro nel 2025, con una crescita del 90% in tre anni. In questo scenario anche la farmacia assume un ruolo sempre più strategico come punto di accesso ai servizi e luogo di relazione e accompagnamento. La vera sfida, però, non è solo tecnologica: riguarda le competenze, l’adozione e la cultura. Perché la tecnologia può abilitare, ma sono le persone – professionisti, farmacisti, cittadini – a generare valore».
Andrea Fortuna, Partner PwC Italia e Health, Pharma & Life Sciences Leader, ha aggiunto: «Negli ultimi anni il settore della salute ha avviato numerose sperimentazioni sull'intelligenza artificiale. Oggi è il momento di fare un passo ulteriore, concentrandosi sugli ambiti in cui questa tecnologia può generare valore, sotto diverse forme: economico, di miglioramento dei servizi per il paziente, di soddisfazione e produttività dei professionisti, di capacità decisionale del management. Per fare questo servono innanzitutto competenze, una chiara definizione delle priorità coerente con la strategia dell'organizzazione, passare dalla logica della sperimentazione a quella della scalabilità e integrazione strutturale nei processi, accompagnare l'adozione all'interno delle strutture sanitarie».
Curarsi nell’era dell’AI: scenario e soluzioni
La prima parte della mattinata, dedicata a “Curarsi nell’era dell’AI: scenario e soluzioni”, ha approfondito le applicazioni dell’intelligenza artificiale all’interno dell’ospedale e sul territorio. Il confronto, aperto da Francesco Sicurello, presidente IITIM, ha affrontato il rapporto tra intelligenza artificiale e sistemi informativi in ospedale.
Per poi entrare nel merito delle applicazioni cliniche e organizzative dell’AI con Paolo Colombo, direttore Sistemi Informatici di ASST Brianza: «Nel corso della presentazione sono state illustrate alcune delle tecnologie già adottate da ASST della Brianza, insieme alle soluzioni di prossima introduzione, evidenziandone le principali applicazioni nei reparti e nei processi di organizzazione e gestione ospedaliera», ha spiegato Colombo.
Il discorso si è quindi spostato sul territorio e sulle esperienze nella long term care con Marisa De Rosa, Digital Health Expert ASSD: «Il confronto di oggi conferma quanto sia fondamentale favorire la collaborazione tra professionisti, istituzioni e innovazione tecnologica per rispondere alle nuove sfide della sanità. La trasformazione digitale rappresenta un'opportunità concreta per migliorare l'efficienza dei processi e la qualità dei servizi. È necessario continuare a investire in competenze, integrazione e condivisione di buone pratiche per generare valore per cittadini e operatori.»
A completare il tavolo sono state le esperienze aziendali e le soluzioni applicate al mondo della salute, con gli interventi di Giampaolo D’Agnese, Head of Healthcare Business Unit di Sovran AI, che ha osservato: «Il dibattito appena svolto ha fatto emergere come la sanità del futuro richiede strumenti capaci di coniugare efficienza operativa e qualità dell’assistenza. Con SovranAI proponiamo un ecosistema di intelligenza artificiale che supporta strutture e professionisti lungo tutto il percorso di cura, dall’accesso ai servizi alla gestione clinica e amministrativa. Un approccio modulare e scalabile che consente di ottenere risultati immediati, mantenendo sempre il controllo decisionale nelle mani del personale sanitario».
Per Daniele Rodolico, Responsabile Medical Operations Italy di Tandem Health: «Il confronto di oggi ha fatto emergere la necessità di un modello in cui medici e intelligenza artificiale lavorino in tandem. L’innovazione genera valore solo quando nasce dall’esperienza clinica e si sviluppa all’interno di un quadro di regole chiaro e rigoroso. È da questa visione che prendono forma soluzioni pensate per affiancare i professionisti sanitari, rafforzarne le capacità decisionali e contribuire a una sanità più efficace, sicura e centrata sul paziente», mentre Ivan Porro, CEO di SurgiQ, ha evidenziato il contributo dell’AI alla gestione dei processi organizzativi complessi: «Il dibattito odierno ha messo in luce come l'esperienza di SurgiQ insegni come l’Intelligenza Artificiale possa trasformare processi organizzativi ad alta complessità in strumenti efficienti e flessibili. Grazie a sistemi capaci di pianificare e ripianificare automaticamente migliaia di appuntamenti, oggi vengono supportate oltre 20.000 prestazioni al mese, con benefici tangibili in termini di efficienza operativa, ottimizzazione delle risorse e miglioramento dell’accesso alle cure.»
Infine, a chiudere il primo confronto, Matteo Raimondi, Presidente di Ippocratech, ha posto l’attenzione sulla capacità dell’AI di trasformare i dati in conoscenza utile lungo l’intero percorso di cura: «È emerso con chiarezza dal confronto odierno che la salute non è più una fotografia, ma un percorso che si costruisce nel tempo. La vera sfida oggi non è raccogliere più dati, bensì trasformarli in conoscenza utile per anticipare i rischi e accompagnare le persone lungo tutto il loro cammino di cura. L’Intelligenza Artificiale rappresenta un'opportunità straordinaria per rendere la sanità più predittiva, continua e vicina ai cittadini. Il futuro della salute, tuttavia, dipenderà non solo dalla tecnologia, ma dalla qualità delle scelte che sapremo compiere.»
Prendersi cura nell’era dell’AI: la farmacia tra tecnologia e relazione
La seconda parte della mattinata ha spostato il focus sulla farmacia, con il tavolo “Prendersi cura nell’era dell’AI: la farmacia tra tecnologia e relazione”, dedicato all’evoluzione della farmacia dei servizi e al ruolo che strumenti digitali e intelligenza artificiale possono svolgere nel supportare il professionista, semplificare i processi e ampliare i servizi, mantenendo centrale la relazione con il cittadino. A introdurre la discussione è stata Anna Rosa Racca, Presidente di Federfarma Lombardia, che ha richiamato l’importanza di mantenere centrale la dimensione umana della professione: «L’intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità per la farmacia e per il sistema sanitario, ma non può sostituire il valore della relazione umana. Può supportare il farmacista nella gestione delle terapie e dei servizi, ciò nonostante la responsabilità delle decisioni deve restare nelle mani del professionista sanitario. Recenti studi mostrano infatti che i cittadini guardano con interesse all’intelligenza artificiale, pur continuando a considerare fondamentale il contatto diretto. La sfida sarà quindi integrare innovazione e prossimità, utilizzando la tecnologia per dedicare più tempo all’ascolto e alla presa in carico delle persone. È in questo equilibrio tra innovazione e rapporto umano che la farmacia continuerà a rafforzare il proprio ruolo di presidio sanitario di riferimento per i cittadini».
Il confronto ha riunito competenze diverse, dal mondo della professione e della comunicazione all’innovazione tecnologica e all’industria, che hanno mostrato come l’adozione dell’AI richieda un percorso strutturato che coinvolga l’intera organizzazione della farmacia. Il primo intervento, è stato quello di Gianluca Cammarata, Presidente AGIFAR Varese, che ha affrontato il punto di vista della comunicazione e della trasformazione delle competenze professionali: «L'intelligenza artificiale è già entrata in farmacia, spesso senza che ce ne accorgessimo. La domanda non è se usarla, ma che cosa delegarle senza abdicare alla nostra responsabilità. Come con una calcolatrice, possiamo affidarle il calcolo; la scelta dei dati, la verifica del risultato e la decisione restano del farmacista. Ed è nella relazione con il paziente che questa responsabilità prende forma: quella non si delega.» Marco Grespigna, Founder e CEO di Think Fwd Group, ha proseguito insistendo sull’importanza della consapevolezza nell’utilizzo dell’AI: «Tanti parlano di AI, ma pochi sanno davvero come accompagnare il farmacista nella sua adozione strutturale in farmacia. Non si tratta solo di tecnologia, è necessario un vero e proprio percorso strategico necessario ad integrare in modo strutturale e consapevole questa risorsa potentissima nel sistema azienda, liberando titolare e team da lavori ripetitivi per dedicarsi alla creazione di valore per l'impresa e, non meno importante, alla miglior presa in carico dei cittadini».
Mauro Lupi ha sottolineato come l’intelligenza artificiale stia modificando il perimetro delle competenze professionali: «Sapere e saper fare non bastano più. L’AI sta spostando il confine delle competenze: il vero salto è capire cosa continuare a fare noi e cosa, invece, saper far fare all’AI. E questo ci porta inevitabilmente a ripensare chi siamo professionalmente.»
Sul rapporto tra Intelligenza artificiale, professionalità del farmacista e canali digitali si è concentrato anche l’intervento di New Line, con Mauro Bombini e Giuseppe Palumbo: «L’intelligenza artificiale può contribuire a portare la professionalità della farmacia anche nei canali digitali, mantenendo un approccio consulenziale, personalizzato ed etico. Perché questo accada, è fondamentale partire dalle esigenze della singola farmacia, dalle sue competenze e dai servizi che offre, definendo le conoscenze e il perimetro entro cui l’AI può operare. Nel nostro intervento a MiCuroDigitale parleremo di dati, digital marketing e customer engagement attraverso casi reali, per mostrare come la tecnologia possa supportare la comunicazione e la relazione con i clienti valorizzando il ruolo del farmacista sia nelle interazioni digitali che in store. L’AI deve poter rispondere secondo i criteri definiti dalla farmacia, con la possibilità di coinvolgere direttamente il farmacista quando è necessario il suo intervento. È questa la prospettiva alla base di Aethos: mettere la tecnologia al servizio della professionalità del farmacista, anche nelle interazioni digitali.»
A moderare il confronto è stata Barbara Lattanzi, Brand Strategist di Factanza Media.
Due prospettive, un unico ecosistema della salute
Dai due tavoli di confronto è emersa una riflessione comune: l’intelligenza artificiale può rappresentare un abilitatore della trasformazione dei sistemi sanitari e della farmacia, ma la sua efficacia dipende dalla capacità di inserirla all’interno di processi, competenze e modelli organizzativi coerenti. Dall’ospedale al territorio, dalla gestione dei processi alla farmacia dei servizi, il tema non è quindi soltanto l’introduzione di nuove tecnologie, ma la costruzione di un ecosistema nel quale dati, competenze professionali, innovazione e relazione con il cittadino possano integrarsi.
È questa la prospettiva con cui MiCuroDigitale guarda all’evoluzione della salute: mettere in dialogo mondi diversi, condividere esperienze concrete e accompagnare la trasformazione digitale con una riflessione sul ruolo delle persone e dei professionisti che ogni giorno operano nel sistema salute.
L’Ufficio stampa
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